Si tratta di un vero e proprio trail running che si snoda fra i sentieri, le mulattiere e gli abitati rurali fra il comune di Forcola e il comune di Colorina.

Il percorso è composto per il 15% da fondo asfaltato, 65% sentieri boschivi, 25% mulattierie carrabili. Dalla partenza dal campo sportivo in località Selvetta si attraversa l’abitato, passando accanto alla casa di Aldo, per poi inoltrarsi dopo circa 1 km pianeggiante nei boschi; qua si guadagna subito quota, zigzagando verso la località Acquazzo, dove si sfila davanti alla baita della sua famiglia. Dopo una breve discesa di nuovo sui sentieri dove il bosco di castagno comincia a lasciare il passo a faggi sempre più fitti. Dopo circa 300 m di dislivello si raggiunge l’abitato di Alfaedo, antico borgo dove Aldo amava passare e di cui curava la piccola chiesa; durante il periodo natalizio viene illuminato un cappello d’alpino, da lui ideato e istallato, che si può vedere fin dal fondovalle. Si percorrono alcuni vicoli fra le caratteristiche case per poi lasciarsi alle spalle l’abitato e dirigersi per l’ultima salita tutta d’un fiato fino alla baita degli Alpini dove attende il ristoro, passando dalla località Ronco fra suggestivi sentieri muschiati; qua si raggiunge la quota massima di circa 1000 msl, dopo 800 m di dislivello e 5,5 km di sviluppo;


Aldo è stato per anni il capogruppo della sezione Alpini Selvetta: ha contribuito alla realizzazione del rifugio, ha promosso annualmente il tradizionale raduno di Agosto e ha vissuto questi luoghi come culla di meditazione personale. Il paesaggio cambia notevolmente addentrandosi nella pineta di larici e abeti, dove il passo arrancante della salita si trasforma in allunghi in un saliscendi che permette di esprimere le proprie abilità in velocità. Raggiunta località Bruciate, si vira bruscamente verso il basso e si ingrana il ritmo di discesa lungo una mulattiera carreggiabile per poi affrontare a balzi una perdita di quota lungo tecnici ripidi sentieri di circa 200m in poco più di 1 km, fino a raggiungere Rodolo e poco più in basso la località Zucco, paradiso profondamente da lui amato ed intensamente vissuto anche nella fase più critica della sua vita, che gli ha sempre permesso di avere un costante contatto con la natura e poter attingere da lei la serenità che lo ha sempre contraddistinto. Carichi di emotività ci si appresta agli ultimi 300 m di dislivello negativo lungo il bosco di nuovo di castagno, fino a raggiungere la chiesa parrocchiale di Selvetta, di cui Aldo era sagrestano e umile custode; si transita dalla piazza per un saluto alla casa natale e di nuovo sull’asfalto per lo sprint finale fino al campo sportivo, simbolo della coesione del Gruppo Sportivo Selvetta di cui Aldo era membro profondamente attivo.

L’intero percorso si snoda per circa 11,5 km con un dislivello positivo di 800 m. E’ stato disegnato per essere una linea che congiungesse passo dopo passo i luoghi di vita di Aldo, simbolici per tanti di noi, ma estremamente concreti per lui, nella sua vita, nel suo cuore, nella sua mente e nella sua quotidianità.

Sorprendentemente ne è uscito un tracciato molto vario, dove c’è possibilità per vari tipi di runners di esprimere le proprie potenzialità: dall’amante del vertical puro, al velocista in piano, senza tralasciare coloro i quali sono padroni di una sofisticata tecnica di corsa in discesa in ambiente impervio; c’è spazio anche per il runner stratega che ama studiare e pianificare tatticamente il percorso.